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OBBLIGO DEL PIANO DI AUTOCONTROLLO PER LE PISCINE DELLE STRUTTURE TURISTICO-RICETTIVE

Secondo l’Accordo Stato-Regioni, relativo agli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio, emanato il 16 gennaio 2003, le piscine delle strutture turistico-ricettive rientrano a pieno titolo tra le piscine ad uso pubblico, come quelle di alberghi, camping, complessi ricettivi e simili, nonché quelle al servizio di collettività (palestre, centri sportivi o simili), accessibili ai soli ospiti, clienti, soci della struttura stessa.

Le Regioni successivamente hanno recepito l’Accordo, come l’Emilia Romagna, con il DGR n. 1092 del 18/07/2005, la Lombardia con il DGR n. 8/2552 del 17/05/2006, la Liguria con la DGR n. 852 del 04/08/2006, ecc…

Nel seguente accordo stato-regioni la principale regola valida per tutte le Regioni è quella riguardante i requisiti impiantistici, con particolare attenzione ai parametri chimico-fisici e microbiologici per le acque di piscina, che devono essere misurati periodicamente con l’analisi dell’acqua da prelevarsi in vasca e, se necessario, anche in altri punti dell’impianto.

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione è l’introduzione di diverse figure che sottendono alle diverse responsabilità, che vanno individuate e formalmente nominate:

  • il responsabile della piscina;
  • il responsabile degli impianti tecnologici;
  • il responsabile della sicurezza dei bagnanti.

Le modalità di gestione e di controllo indicate devono essere riportate ed illustrate nel Piano di Autocontrollo, dove il responsabile della piscina redige sotto la sua responsabilità ed indica i provvedimenti adottati per garantire l’igienicità dell’acqua e dell’intera struttura in generale, nonché la sicurezza dei bagnanti. Nel Piano di Autocontrollo deve essere considerata ogni fase che potrebbe rilevarsi critica nella gestione e, per ognuna di esse, vengono individuati adeguati interventi di controllo e specifiche azioni preventive e/o correttive.

Quindi il Piano di Autocontrollo è obbligatorio per tutte le piscine delle strutture turistico-ricettive e dovrà essere redatto in base ai seguenti criteri:

  • analisi dei potenziali pericoli igienico-sanitari per la piscina;
  • individuazione dei punti e delle fasi in cui possono verificarsi tali pericoli e definizioni delle relative misure preventive da adottare;
  • individuazione dei punti critici e definizione dei limiti critici degli stessi;
  • definizione del sistema di monitoraggio;
  • individuazione delle azioni correttive;
  • verifiche del piano e riesame periodico, anche in relazione al variare delle condizioni iniziali, della analisi dei rischi, dei punti critici, e delle procedure in materia di controllo e sorveglianza.

Specifichiamo che queste disposizioni di legge sono frammentate e spesso difficili da reperire e da conoscere da parte delle strutture turistico-ricettive, che sono così esposte a possibili sanzioni anche nel caso vengano commessi illeciti in buona fede.

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